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Aggiornato: 21 febbraio 2026Tempo di lettura: 9 min read

Native Advertising: cos'è, come funziona e come integrarlo nelle tue campagne

Scopri i vantaggi del native advertising, quali strategie sono più adatte a migliorare le tue campagne pubblicitarie e come gestirle con la DSP di ad:personam.

Native Advertising: cos'è, come funziona e come integrarlo nelle tue campagne

Il native advertising sta guadagnando sempre più spazio in ambito digital marketing grazie alla sua capacità di comunicare con gli utenti in modo spontaneo e poco invasivo. In questo articolo, scoprirai come integrarlo alle tue campagne, quali sono i formati più efficaci, le differenze rispetto alla pubblicità tradizionale, alle campagne di content marketing e come integrarlo con sistemi di intelligenza artificiale. Inoltre, ti spiegheremo in che modo piattaforme DSP come ad:personam rendono la gestione dei native ads semplice, automatizzata e ad alto rendimento.

Native Advertising: cos’è e come funziona

Il native advertising è una forma di pubblicità nativa che si distingue perché si adatta perfettamente al contesto in cui viene pubblicata. A differenza dei tradizionali annunci display, che spesso interrompono la fruizione dei contenuti, i native ads imitano in tutto e per tutto la forma e la funzione dell’ambiente ospitante. Ciò significa che un annuncio nativo apparirà, ad esempio, come un normale articolo su un sito di notizie o come un post su un social network, rispettandone stile, tono e layout.

Native advertising e il funzionamento su DSP

Dal punto di vista tecnico,su una piattaforma DSP, il funzionamento della pubblicità nativa è piuttosto semplice. Tutto inizia con il caricamento del contenuto, che può essere testuale, visivo o multimediale. Una volta definito il messaggio, si passa alla selezione del pubblico. La piattaforma permette di scegliere target molto precisi, studiando comportamenti e interessi degli utenti e creando segmenti di pubblico molto simili ai clienti già acquisiti. Entra poi in gioco l’intelligenza artificiale per ottimizzare la distribuzione degli annunci, in quanto analizza costantemente le performance e adatta la campagna in tempo reale, migliorando costi, visibilità e risultati.

I principali formati della pubblicità nativa

Esistono diverse tipologie di formati per gli annunci native advertising. In particolare, le inserzioni più comuni sono:

  • in-feed: molto diffuse e compaiono all’interno di flussi di contenuto (come feed social, blog o siti editoriali). Sono annunci molto naturali perché si inseriscono naturalmente nel contesto, senza interruzioni.
  • in-article: appaiono tra i paragrafi di un contenuto editoriale e risultano particolarmente convincente quando il messaggio pubblicitario è coerente con il contenuto letto dall’utente.
  • raccomandazioni di contenuto: suggerimenti che si trovano spesso alla fine di un articolo, accompagnate da diciture come “Potrebbe interessarti anche”. Perfetti per promuovere articoli sponsorizzati in modo discreto ed efficace.
  • in-app: inserzioni pensate per integrarsi perfettamente alle app mobile.
  • search native ads: si presentano tra i risultati di ricerca con un aspetto visivamente coerente con gli altri link

Qual è la differenza tra la pubblicità nativa e display

La principale differenza tra native advertising e pubblicità display è nel modo in cui vengono presentati i contenuti pubblicitari.

Gli annunci display, come i banner e i pop-up, sono separati visivamente dal contenuto editoriale e tendono a interrompere la navigazione dell’utente, risultando spesso invasivi. Al contrario, la pubblicità nativa si integra armoniosamente nella struttura del contenuto della piattaforma, offrendo un’esperienza più fluida. A dimostrare la maggiore efficacia delle native ads ci sono anche i dati. Secondo Outbrain, piattaforma di content marketing leader a livello mondiale, gli annunci nativi generano un tasso di clic sei volte superiore rispetto ai banner tradizionali e aumentano le intenzioni d’acquisto del 18%. Questo accade perché l’utente li percepisce come parte integrante del contenuto che sta già consultando, ed è quindi più propenso a interagire.

Pubblicità nativa e content marketing: integrazione e possibilità

Gli annunci nativi possono essere integrati con altre strategie pubblicitarie, una su tutti il content marketing.

In breve, il content marketing consiste nel creare e distribuire in modo strategico gli annunci, che attirino e coinvolgano un pubblico sempre nuovo. A differenza della pubblicità tradizionale, che spinge il messaggio verso i consumatori, il content marketing opera nel senso opposto: fa arrivare agli utenti un contenuto che trovano genuinamente utile. L’obiettivo di questa strategia è semplice: creare fiducia, educare e, infine, portare l’utente ad acquistare.

All’interno di questa strategia basata sulla qualità e la pertinenza dei contenuti, è possibile studiare una serie di annunci nativi, che siano altamente efficaci e suscitino l’interesse del lettore. Per riuscirci, però, è necessario mantenere alta la qualità di scrittura e di integrazione del testo, che deve sembrare “nativo” del contesto di pubblicazione e, al tempo stesso, promuovere il servizio.

I vantaggi del native advertising per le aziende

Per le aziende, il native advertising online rappresenta una strategia particolarmente vantaggiosa. I contenuti nativi, inserendosi nel contesto giusto, generano livelli di coinvolgimento superiori e spingono l’utente a interagire in maniera più naturale. A ciò si aggiunge un CTR (Click Through Rate) più elevato rispetto agli annunci tradizionali, un dato cruciale in qualsiasi strategia di digital advertising. Un altro vantaggio è legato alla percezione del brand: i messaggi nativi, proprio perché non interrompono l’esperienza dell’utente, contribuiscono a costruire un’immagine più affidabile e autorevole.

I rischi del native advertising per gli utenti

Il native advertising può presentare alcuni rischi, in particolare legati alla trasparenza. Quando un contenuto sponsorizzato non è chiaramente identificato, gli utenti possono sentirsi ingannati, compromettendo la fiducia nel brand. Per evitare questo tipo di problemi, è fondamentale adottare una comunicazione chiara, aggiungendo al contenuto etichette come “Sponsorizzato” o “Contenuto a pagamento”. Le piattaforme per la gestione delle campagne pubblicitarie stanno adottando con maggiore frequenza questo tipo di soluzioni, in modo che ogni annuncio sia conforme alle normative e facilmente riconoscibile come tale, senza compromettere l’esperienza utente.

Le migliori pubblicità native: esempi pratici di native advertising di successo

Per rendere più chiaro come funzioni una pubblicità nativa e la portata della sua efficacia, prenderemo a esempio casi studio noti ed emblematici, che rappresentano davvero le potenzialità del nativa advertising.

Bisogna citare il caso che ha coinvolto Mercedes e il Washington Post. Una collaborazione che ha portato alla nascita di “The Rise of the Superhuman”, un articolo trattante l’integrazione della tecnologia nel lavoro e nel quotidiano. Leggendo l’articolo, l’utente avrebbe trovato un quiz interattivo, rimandante al brand Mercedes, che ha lo scopo di far riflettere a lungo il lettore sul tema della tecnologia, ormai invadente nella nostra quotidianità. La pubblicità, quindi, risulta essere “nativa” perfettamente integrata nel corpo dell’articolo. in questo modo, il brand Mercedes è riuscito a raggiungere un'audience più ampia e presentarsi come innovativa nell’ambito del advertising di settore.

Un altro caso emblematico di native advertising è quello di Spotify, che nell’estate del 2022 ha collaborato con Netflix, in occasione della quarta stagione di Stranger Things, serie televisiva di punta della piattaforma. Le due major sono riuscite a capitalizzare il successo della serie, in particolare della colonna sonora. Su Spotify è stata pubblicata “The Upside Down Playlist”, che contiene all’interno le canzoni preferite degli utenti e le soundtrack dello show. Spotify, in questo modo, è riuscito ad attrarre nuovo pubblico, grazie a una forma pubblicitaria nativa, perfettamente integrata nella propria piattaforma.

Il native advertising può aiutare anche il settore del turismo. Ad esempio, a trovare segmenti di pubblico inaspettati, come è accaduto a Tourism Ireland. L’organizzazione per il turismo nazionale irlandese, tramite la sua campagna di native marketing, ha invitato tutti gli appassionati di Game of Thrones a visitare l’Irlanda e seguire un tour delle riprese e dei luoghi protagonisti della serie.
I risultati, rispetto agli annunci display, sono stati i seguenti: +335 % nel tempo medio di visita, +67 % pagine per sessione, –33 % tasso di rimbalzo.

Native advertising su ad:personam

Come creare campagne efficaci di native advertising

Per creare una campagna di native advertising efficace con ad:personam bisogna innanzitutto stabilire l’obiettivo, come notorietà del brand, generare contatti qualificati, incentivare le vendite. Si passa poi alla definizione del pubblico, scegliendo tra parametri demografici, interessi specifici o la creazione di audience simili ai clienti esistenti. Il passo successivo è la creazione del contenuto, che deve rispettare lo stile editoriale della piattaforma ospitante per risultare autentico e rilevante. Infine, si seleziona il formato più adatto alla tua pubblicità. Non ci sono requisiti di spesa minima.

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Native advertising e programmatic: l’integrazione vincente su ad:personam

Il vero potenziale del native marketing emerge quando viene gestito in modalità programmatic. Questo approccio consente di automatizzare l'acquisto degli spazi pubblicitari e di ottimizzare la campagna in tempo reale sulla base delle performance effettive. Questo è proprio il modus operandi della piattaforma di ad:personam, dove le aziende possono beneficiare di un targeting avanzato, condurre test A/B in modo continuativo e regolare dinamicamente la distribuzione degli annunci per ottenere il massimo rendimento.

Pubblicità nativa e intelligenza artificiale: l’evoluzione della pubblicità

Il mondo della pubblicità nativa sta cambiando, anche grazie a un’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale sempre più avanzati. L’AI permette, infatti, di programmare autonomamente la pubblicazione degli annunci o di trovare il perfetto targeting per le proprie campagne.

Ad esempio, la piattaforma di ad:personam adotta tecnologie di intelligenza artificiale sempre più avanzate, per analizzare il comportamento degli utenti e prevedere, così, le loro preferenze. Un annuncio nativo ottimizzato è in grado di trovare le giuste combinazioni di contenuto e formato, per essere più efficace agli occhi del pubblico che lo guarda.

Domande frequenti sul native advertising e ad:personam

Nei paragrafi successivi, troverai le domande più frequenti sul native advertising per dare informazioni concrete e utili a chi è interessato ad avviare campagne pubblicitarie o a chi è semplicemente curioso di conoscere le specifiche di questa innovativa modalità pubblicitaria.

Qual è un esempio di native advertising?

Un contenuto sponsorizzato che appare nel feed di un sito di notizie o di un blog, perfettamente integrato nello stile visivo del portale, è un ottimo esempio. Con ad:personam, puoi creare campagne di native advertising ottimizzate automaticamente tramite intelligenza artificiale, scegliendo i migliori posizionamenti in tempo reale tra i publisher partner della piattaforma.

Cos'è una campagna di native advertising e come mai è controverso?

È una strategia che prevede la diffusione di annunci integrati nel contenuto editoriale. È considerata controversa quando manca la trasparenza. Per questo, ad:personam garantisce sempre l’indicazione visibile del contenuto sponsorizzato, nel rispetto delle normative.

Qual è la differenza tra annuncio nativo e non nativo?

Un annuncio nativo si mimetizza nel contesto visivo e narrativo della piattaforma, un annuncio non nativo è visivamente separato. Con ad:personam puoi sperimentare entrambi i formati e lasciare che l’AI scelga per te quello più efficace.

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